Acquacoltura a Pordenone tra sostenibilità e sviluppo
Alla Fiera di Pordenone si è aperta il 18 febbraio, in Sala MASAF dalle 09:45 alle 11:30, la sessione dedicata a “L’acquacoltura per e nel pianeta”, con un focus su High-Seas Treaty, decarbonizzazione, ruolo sociale ed economico e criticità ambientali. Il confronto ha rilanciato il valore strategico dell’acquacoltura per la conservazione delle risorse, ricordando come il settore, spesso chiamato a compensare i cambiamenti ambientali, sia anche il primo a subirne gli effetti e a promuovere soluzioni di adattamento.
Voci istituzionali e scientifiche
La sessione, moderata dal giornalista RAI Fabio Gallo, si è aperta con i saluti di Renato Pujatti, presidente della Fiera di Pordenone. Sono seguiti gli interventi di Federico Pinza per AMA e di Matteo Leonardi per API, oltre a un contributo a cura del Ministero. Sul tema della decarbonizzazione è intervenuta Evi Lardi, Policy Officer della DG Mare della Commissione Europea, mentre Giovanna Marino di ISPRA ha fatto il punto sulle Zone Allocate all’Acquacoltura. Spazio poi ai progressi scientifici sull’allevamento sostenibile del cefalo Mugil cephalus con Danilo Concu della Fondazione IMC, e alla valorizzazione dei sottoprodotti e reflui di allevamento per biogas e biometano con Alessandro Chiumenti dell’Università di Udine, nell’ambito del progetto Circular Rainbow.
Il quadro FAO e le ricadute per l’Italia
Nella sezione curata da FAO è stata presentata l’attuazione delle Linee guida per l’Acquacoltura Sostenibile (GSA), strumento pratico per superare le barriere allo sviluppo del comparto adattando buone pratiche globali ai contesti nazionali. Il panel ha coinvolto la Direzione Generale della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura (DG PEMAC) del MASAF, API, AMA e FAO, con l’obiettivo di delineare priorità e un quadro regionale di attuazione utile a rafforzare il contributo italiano al dibattito internazionale.
L’impegno del dipartimento pesca di Unicoop
Nell’alveo delle priorità emerse, il dipartimento pesca di Unicoop conferma un impegno operativo fondato su innovazione, tracciabilità e collaborazione con il mondo della ricerca. Le linee di lavoro sono coerenti con gli indirizzi discussi a Pordenone e mirano a integrare sostenibilità ambientale, qualità del prodotto e stabilità economica delle filiere.
- Decarbonizzazione delle filiere con soluzioni di efficienza energetica e processi a minore impatto.
- Economia circolare attraverso la gestione dei sottoprodotti e la riduzione degli sprechi lungo la catena del valore.
- Pianificazione degli spazi produttivi, tutela degli ecosistemi e attenzione al benessere animale in ottica preventiva.
La partecipazione attiva al confronto con istituzioni e imprese del territorio consolida un percorso comune orientato a risultati misurabili, nell’interesse delle comunità costiere, dell’ambiente e dei consumatori.







