Legge 75/2026 recante disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani: percorso condiviso con UN.I.COOP
La Legge 75/2026 recante disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani entrerà in vigore il prossimo 29 maggio e segna un passaggio cruciale per il sistema agroalimentare nazionale. Nel percorso di definizione della normativa, UN.I.COOP ha partecipato ai tavoli istituzionali portando contributi tecnici e proposte che, in larga parte, hanno trovato riscontro nel nuovo impianto legislativo.
Introduzione alla Legge 75/2026 recante disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani
Contesto e necessità della legge
La necessità di una legge sulla sicurezza alimentare che punti su trasparenza, tracciabilità e correttezza delle informazioni nasce dall’esigenza di proteggere i consumatori e le filiere realmente radicate nei territori. In questa cornice, i lavori preparatori hanno messo in luce criticità diffuse, come la falsa trasformazione, pratiche di dumping di costo e reputazionale e un ricorso non sempre chiaro alle norme di etichettatura alimentare. Il nuovo quadro introduce disposizioni sanzionatorie alimentari calibrate per rafforzare la tutela dei prodotti alimentari italiani e valorizzare il Made in Italy sostanziale.
Obiettivi principali della normativa
Gli obiettivi indicati ai tavoli, e ora riflessi nell’impianto della legge, si concentrano su alcuni ambiti chiave:
- Trasparenza dell’origine delle materie prime lungo tutta la filiera.
- Contrasto alle pratiche di falsa trasformazione che alterano l’identità dei prodotti.
- Tutela delle filiere radicate nei territori e dei loro standard qualitativi.
- Valorizzazione del lavoro etico e della tracciabilità sociale per filiere responsabili.
- Contrasto al dumping di costo e reputazionale nel comparto agroalimentare.
Disposizioni sanzionatorie previste
Tipologie di sanzioni applicabili
Il cuore del provvedimento è la previsione di sanzioni per frode alimentare e per pratiche ingannevoli che possano danneggiare la tutela dei prodotti alimentari italiani. In un’ottica di regolamentazione alimentare in Italia più stringente, l’azione punitiva si orienta contro condotte come:
- Indicazioni mendaci o fuorvianti su origine e ingrediente primario.
- Pratiche di falsa trasformazione lungo la filiera.
- Uso evocativo del Made in Italy non supportato da requisiti sostanziali.
Con l’entrata in vigore della Legge 75/2026 recante disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani, la risposta alle violazioni diventa più chiara e proporzionata, con un approccio coerente con la normativa italiana vigente e in dialogo con la legislazione UE.
Procedura di applicazione delle sanzioni
L’applicazione delle sanzioni alimentari avverrà nell’ambito delle competenze delle autorità preposte e sarà dettagliata dai decreti attuativi. Il rafforzamento dei controlli su DOP, IGP e sull’origine dell’ingrediente primario, sostenuto ai tavoli istituzionali, si integra con strumenti di verifica più efficaci, volti a garantire uniformità e tempestività degli interventi e a consolidare la tutela consumatori.
Tutela dei prodotti alimentari italiani
Misure di protezione per i prodotti tipici
La legge valorizza la protezione dei prodotti tipici italiani in modo sostanziale, collegando il valore del prodotto alla qualità reale della filiera, alla dignità del lavoro e al radicamento territoriale. Tra le proposte discusse e promosse da UN.I.COOP, alle quali la norma offre risposte coerenti, figurano:
- Sistemi di tracciabilità digitale e “passaporto etico” di filiera per documentare provenienza e responsabilità sociale.
- Rafforzamento dei controlli su DOP, IGP e origine dell’ingrediente primario.
- Rating di trasparenza di filiera con criteri premiali per le imprese virtuose.
- Clausole sociali ed etiche per garantire concorrenza leale tra produzioni italiane ed estere.
- Tutela del Made in Italy sostanziale oltre l’aspetto meramente evocativo.
In questo quadro, la Legge 75/2026 recante disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani contribuisce a rendere più efficace la regolamentazione alimentare in Italia, promuovendo comportamenti responsabili lungo la filiera.
Esempi di prodotti tutelati
Sono centrali i prodotti con Indicazioni Geografiche e le filiere con radicamento territoriale, per i quali i controlli su denominazioni, ingredienti primari e tracciabilità rappresentano leve decisive per una tutela effettiva e per un’informazione corretta al pubblico, in linea con le leggi alimentari italiane.
Impatto della legge sul settore alimentare
Conseguenze per i produttori
Per i produttori, in particolare per le cooperative agricole, il nuovo assetto comporta maggiore riconoscibilità del lavoro svolto quotidianamente, più tutela rispetto alle distorsioni di mercato e una nuova centralità delle filiere cooperative nella costruzione di un modello competitivo e sostenibile. L’incentivo alla trasparenza e alla tracciabilità sociale supporta chi investe in qualità, legalità, occupazione e identità produttiva, mentre l’azione sanzionatoria scoraggia pratiche scorrette che minano l’equità del comparto.
UN.I.COOP, con un ruolo credibile e propositivo, ha sostenuto misure che facilitano la tutela dei prodotti alimentari italiani e una concorrenza basata su standard verificabili. Tale impostazione, coerente con la legge sulla sicurezza alimentare, si traduce in un ambiente regolatorio che premia i comportamenti virtuosi.
Benefici per i consumatori
Per i consumatori, l’inasprimento dei controlli e la tracciabilità avanzata significano maggiore chiarezza delle etichette, informazione più affidabile su origine e ingredienti e una più solida garanzia contro pratiche ingannevoli. L’obiettivo è rafforzare la fiducia nel mercato, con una tutela consumatori che si concretizza nel collegamento tra qualità, territorio e responsabilità sociale.
Confronto con le normative europee
Allineamento con le direttive UE
L’impostazione della legge è coerente con i principi della legislazione UE in materia di etichettatura, tracciabilità e indicazioni geografiche. L’allineamento favorisce un quadro uniforme di regole, a beneficio sia delle imprese italiane che esportano sia dei consumatori europei che richiedono standard informativi elevati.
Differenze principali con altre legislazioni
L’elemento distintivo del provvedimento risiede nella centralità del radicamento territoriale e nella valorizzazione del lavoro etico, che completano l’approccio sanzionatorio. La prospettiva è quella di una tutela dei prodotti alimentari italiani che coniuga qualità sostanziale, trasparenza e responsabilità sociale dell’intera filiera.
Conclusioni
L’entrata in vigore della legge rappresenta un risultato strategico per il Paese e per il mondo cooperativo. UN.I.COOP continuerà a presidiare i tavoli istituzionali affinché i decreti attuativi valorizzino concretamente le imprese che investono in qualità e legalità, promuovendo filiere trasparenti e competitive. La protezione del Made in Italy passa dalla tutela di chi genera valore nei territori, consolidando un sistema che mette al centro consumatori e produttori responsabili nel quadro della Legge 75/2026 recante disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani.







