Economia sociale: il Piano nazionale recepisce le proposte UN.I.COOP. e rafforza il ruolo delle cooperative sociali
Il Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale segna un passaggio strategico per il riconoscimento e lo sviluppo del settore nel nostro Paese. Il documento, adottato in attuazione della Raccomandazione europea del 27 novembre 2023, definisce una visione di lungo periodo (2025–2035) che colloca l’economia sociale al centro delle politiche pubbliche per la crescita sostenibile, l’inclusione e la coesione territoriale.
All’interno di questo quadro, emerge con particolare evidenza la centralità della cooperazione sociale, riconosciuta come infrastruttura fondamentale del welfare e dello sviluppo locale. Le cooperative sociali vengono infatti individuate come soggetti capaci di coniugare produzione di valore economico e impatto sociale, operando in stretta integrazione con le amministrazioni pubbliche e con i territori.
Un riconoscimento pieno del ruolo strategico delle cooperative sociali.
Il Piano nazionale attribuisce alla cooperazione sociale una funzione strutturale nei processi di inclusione e sviluppo, valorizzandone il contributo:
-nei servizi alla persona
-nell’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati
-nella costruzione di sistemi di welfare territoriale
-nella riduzione delle disuguaglianze.
Si tratta di un riconoscimento che conferma, in modo esplicito, quanto sostenuto da UN.I.COOP nelle sedi istituzionali e, in particolare, nell’ambito del confronto sviluppato presso il CNEL.
Credito e finanza d’impatto: accolte le proposte per un sistema più equo
Uno degli elementi di maggiore rilievo riguarda il tema dell’accesso al credito, storicamente critico per le cooperative sociali. Il Piano prende atto delle difficoltà legate ai modelli tradizionali di valutazione bancaria e introduce strumenti innovativi e coerenti con la natura mutualistica del settore.
Tra le misure previste:
-rafforzamento del Fondo di garanzia per le PMI
-integrazione con programmi europei come InvestEU e FEI
-introduzione di sistemi di valutazione basati su rating sociale
-promozione dei social bond.
Questi interventi recepiscono in modo diretto le proposte avanzate da UN.I.COOP, orientate allo sviluppo di una finanza d’impatto capace di riconoscere il valore sociale prodotto dalle cooperative.
Appalti pubblici e impatto sociale: verso un nuovo paradigma
Il Piano introduce una strategia nazionale per gli acquisti pubblici sostenibili, che segna un cambio di paradigma nel rapporto tra pubblica amministrazione ed economia sociale.
Viene infatti valorizzato il ruolo:
della co-programmazione e co-progettazione
dei criteri di aggiudicazione basati sull’impatto sociale
del superamento della logica del massimo ribasso
dello sviluppo del social procurement.
Anche in questo ambito si registra il recepimento delle proposte UN.I.COOP, che individuano negli appalti pubblici una leva fondamentale per promuovere inclusione, qualità dei servizi e sviluppo sostenibile.
Politiche integrate per lo sviluppo del settore
Il Piano recepisce inoltre ulteriori indirizzi strategici promossi da UN.I.COOP, tra cui:
-l’integrazione dell’economia sociale nei fondi europei (FESR e FSE+), con quote dedicate
-il rafforzamento della Legge Marcora e dei workers buyout
-il riconoscimento del ruolo delle reti associative nella formazione e accompagnamento
-il sostegno a giovani, donne e sviluppo delle aree interne.
Le cooperative sociali sono individuate come soggetti attuatori privilegiati di tali politiche, in ragione della loro capacità di generare impatto sociale diffuso e duraturo.
La dichiarazione del Presidente UN.I.COOP
«Il Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale rappresenta un passaggio di grande rilevanza istituzionale, perché riconosce in modo chiaro e strutturato il ruolo della cooperazione sociale come asse portante delle politiche di inclusione e sviluppo del Paese.
Accogliamo con particolare soddisfazione il recepimento delle proposte avanzate da UN.I.COOP, in particolare in materia di accesso al credito e di appalti pubblici socialmente responsabili.
Sul credito, si afferma finalmente un principio fondamentale: le cooperative sociali non possono essere valutate esclusivamente con criteri patrimoniali, ma devono essere riconosciute per il valore sociale che producono. L’introduzione di strumenti come il rating sociale e i social bond va esattamente in questa direzione.
Sul fronte degli appalti pubblici, il superamento della logica del massimo ribasso e l’introduzione di criteri basati sull’impatto sociale rappresentano una svolta decisiva. Significa riconoscere che la qualità dei servizi e l’inclusione delle persone devono essere al centro delle politiche pubbliche.
Le cooperative sociali sono pronte a svolgere fino in fondo questo ruolo, come infrastrutture territoriali capaci di generare lavoro, coesione e sviluppo. Ora è fondamentale passare rapidamente alla fase attuativa, affinché le misure previste dal Piano si traducano in strumenti concreti a beneficio delle comunità e dei territori.»






